Sessualità in gravidanza: falsi miti da sfatare

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Sessualità in gravidanza: falsi miti da sfatare

A cura di Istituto di Sessuologia Clinica – www.sessuologiaclinicaroma.it

Quando si parla di sessualità in gravidanza si va incontro a diversi falsi miti. Alcune credenze sottolineano come non ci sia affatto spazio per il sesso durante questa delicata fase di vita, altre più “minacciose” delineano possibili conseguenze negative sulla gravidanza e sulla salute del bambino. Tali convinzioni errate creano confusione e preoccupazione, andando a ostacolare la sana e soddisfacente vita sessuale della coppia in attesa; andrebbero pertanto sfatate. L’unica controindicazione al mantenimento della sessualità in questo periodo è il caso di gravidanze a rischio. È importante perciò riferirsi al ginecologo che segue la gravidanza per chiedere tutte le informazioni e chiarire eventuali dubbi sulla possibilità o meno di avere una sessualità.

Le donne hanno meno desiderio sessuale
Da un punto di vista biologico, l’aumento degli ormoni progestinici può comportare un calo del desiderio durante la gravidanza; tuttavia la sessualità non è solo influenzata da fattori biologici e talvolta i fattori psico-sociali possono sopperire alle mancanze biologiche. Accade infatti che molte donne avvertano addirittura un aumento della libido in questo periodo, talvolta riportando anche un incremento di fantasie sessuali e sogni erotici. Bisogna poi considerare che l’andamento del desiderio varia in base al trimestre. Solitamente nel primo la donna può avvertire un calo dovuto sia alla preoccupazione per la gravidanza sia ai “sintomi” che molto spesso la accompagnano (nausea ecc.). Nel secondo trimestre, invece, il desiderio può tornare a livelli “normali” oppure aumentare: c’è meno paura per l’andamento della gravidanza, il parto è ancora lontano, l’evento è stato elaborato, i sintomi solitamente si arrestano, il pancione non è ancora così grande da creare intralcio. Nel terzo trimestre si assiste di nuovo a un calo del desiderio dovuto alla stanchezza fisica, alle preoccupazioni per il parto e alle difficoltà create dal pancione.

Le donne provano meno piacere
La gravidanza, in realtà, è un periodo molto favorevole per la sessualità, in quanto da un punto di vista fisiologico il corpo femminile può essere maggiormente recettivo alle stimolazioni sessuali. Gli ormoni gravidici, infatti, possono facilitare la lubrificazione, la vasocongestione e quindi favorire l’eccitazione; inoltre si intensifica la risposta orgasmica, permettendo così di provare un maggiore piacere durante i rapporti. Il muscolo uterino aumentato di “massa” permette di percepire meglio le contrazioni uterine durante l’orgasmo. Ovviamente questa maggiore recettività fisica da sola non è capace di produrre un maggiore piacere, in quanto dipende molto da quanto la donna è coinvolta a livello soggettivo durante il rapporto e se quindi è emotivamente disponibile. Se non c’è una serenità di base e se sono presenti delle preoccupazioni relative alla propria salute, a quella del bambino, al non sentirsi attraente, alla percezione di una scarsa vicinanza del compagno, possono attivarsi dei pensieri negativi durante il rapporto che non permettono di lasciarsi andare alle sensazioni di piacere.

Il sesso passa in secondo piano
La gravidanza, specialmente se è la prima, comporta un grande sconvolgimento nella coppia e nei membri che la compongono. Anche se il bambino non è ancora nato, ci si comincia ad avvicinare all’idea di diventare genitori. Questo implica un cambiamento nell’identità sia femminile che maschile, non si sarà più solo uomo/donna ma padre/madre. I cambiamenti che investono l’identità sessuale possono avere delle influenze sulla sessualità e rendono necessaria una riorganizzazione. Nei primi mesi l’evento è ancora da elaborare e può succedere che il sesso passi così in secondo piano. Ci possono essere, inoltre, difficoltà a vedere insieme l’immagine di donna sessuata e madre, dato che culturalmente l’immagine materna solitamente è anti-erotica, così come di coppia genitoriale e coppia coniugale. Questo può far sì che si pensi sia giusto che il sesso in questa fase di vita passi in secondo piano, perché la coppia deve pensare a qualcosa di molto più importante: il bambino. Tuttavia, non è assolutamente detto che sia così. Al contrario, è importante che la coppia mantenga un’intimità durante questa fase, se lo desidera. Molto spesso si pensa che sia soprattutto la futura mamma a mettere il sesso da parte, mentre il futuro papà mantiene invariato il suo interesse. In realtà, con il cambiamento culturale a cui si sta assistendo, che vede una minore rigidità dei ruoli e degli stereotipi maschili e femminili, nelle coppie accade di frequente il contrario: donne che mantengono l’interesse per il sesso e uomini che hanno più difficoltà a conciliare l’idea della loro compagna come amante e mamma e che mostrano inoltre più preoccupazione per la salute del nascituro.

pubblicato da |2019-10-04T12:47:34+00:0006-Set-2019|0 Commenti

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