A cura della Dott.ssa Valentina Moraca, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale – www.facebook.com/ValentinaMoracaPsicoterapeutaRoma/

Il vostro bimbo sta bene e sta lentamente crescendo giorno dopo giorno, ma voi siete alle prese con i vostri cambiamenti che non sono solo fisici, ma soprattutto emotivi. Ecco che vi assalgono mille dubbi, paure e insicurezze, l’umore vacilla continuamente, vi basta un niente per piangere e vi sentite molto altalenanti. Questa condizione del tutto normale e fisiologica porta il nome di maternity blues o sindrome del terzo giorno e si differenzia per intensità e frequenza da quella che è la depressione post partum.

SINDROME DEL TERZO GIORNO

A oggi con maternity blues si intende una condizione transitoria caratterizzata da ansia, pianto frequente, stanchezza, irritabilità, tristezza e confusione. Colpisce il 50% – 80% delle neo mamme. Solitamente compare 2-3 giorni dopo il parto e va via dopo una settimana / dieci giorni. Le principali cause sono da attribuire alle variazioni ormonali fisiologiche e allo stress psico-fisico che sembrano incidere molto.
La condizione di maternity blues regredisce spontaneamente, non sono necessari particolari accorgimenti, è però importante che la neo mamma venga aiutata nei giorni successivi al parto, dandole la possibilità di sfogarsi, esprimendo i propri sentimenti e le proprie paure, sostenendola e ascoltandola.

DEPRESSIONE POST PARTO

Diversa è la condizione che definiamo di depressione post partum, essa infatti persiste per più di quindici giorni, è caratterizzata da un’alterazione del tono dell’umore, da disturbi del sonno e dell’alimentazione, da affaticabilità e agitazione. Sono spesso presenti sentimenti di inadeguatezza nei confronti del bambino e del proprio ruolo di madre. La depressione post partum colpisce il 10% – 15% delle neo mamme e può comparire nei mesi successivi al parto, anche tre o quattro mesi dopo.

Le cause in questo caso sembrano essere molteplici, tra cui la storia personale, gli sbalzi ormonali, gli aspetti individuali e la familiarità.
In questo caso, trattandosi di una condizione che persiste e che potrebbe andare a incidere sulle funzioni di accudimento e sul bambino, è opportuno che la neo mamma, oltre a ricevere supporto dalle figure familiari, si rivolga a uno specialista, che provvederà a prendersi cura di lei attraverso una terapia adeguata. La condizione di depressione infatti, se non adeguatamente affrontata, può avere effetti significativi e negativi sulla vita della mamma e del bambino.

Pertanto mamme è importante prestare attenzione a voi stesse, a come vi sentite, al vostro stato d’animo e al vostro umore. Lasciate che le persone a voi vicino vi aiutino e vi supportino in questa fase iniziale, così che tutto possa risultare più semplice per voi.