Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza dei legami esistenti fra patologie orali e patologie in altri organi. Ed è spesso stato esplorato il rapporto fra le possibili complicanze del periodo perinatale e le più comuni malattie di interesse odontoiatrico. I dati emersi da diversi studi effettuati fin dagli anni ‘90 indicano la prevenzione e il controllo delle patologie orali come imprescindibile strada verso l’eliminazione dei fattori di rischio.

Di conseguenza si enfatizza l’importanza di una reale collaborazione fra specialisti ginecologi e odontoiatri al fine di rendere ancora più sereno e sicuro questo particolare periodo nella vita della donna. Secondo gli studi più attuali, soffrire di parodontite durante la gravidanza aumenta il rischio di avere un bambino prematuro. In generale, una patologia orale cronica, non diagnosticata o non trattata tempestivamente, può comportare gravidanze a rischio con nascite pretermine e bambini sottopeso. Cosa succede? Durante il periodo della gravidanza si verificano numerosi cambiamenti che, anche se fisiologici, comportano problematiche variabili nei diversi periodi gestazionali e anche la salute del cavo orale viene influenzata dalla gravidanza per via di molti fattori.

Interazioni ormonali: estrogeni e progesterone hanno effetti sia sul microcircolo, sia sulla composizione qualitativa della placca batterica; si riscontra un au mento delle specie parodontopatogene (Batterio Melaninogenicus, Prevotella intermedia, Porphiromonas Gengivalis).

Difese più basse: è sempre la modificata concentrazione ormonale a diminuire la risposta immunitaria materna durante la gravidanza con inibizione dei linfociti T, aumentato rilascio di istamina ecc.

Processi cariosi: diminuisce l’efficacia dei processi di rimineralizzazione dello smalto da parte della saliva, con una più rapida progressione della carie. Aumenta la concentrazione dei batteri nel cavo orale della madre e anche il potenziale rischio di trasmettere lo streptococcus mutans al bebè dopo la nascita.

Alimentazione: dai possibili disturbi di nausea e vomito, del primo trimestre, deriva come consiglio terapeutico quello della frequente assunzione di piccole quantità di cibo… con conseguente peggioramento della qualità dell’igiene. Anche gli acidi che risalgono intaccano lo smalto dei denti.

Psicologia: tutta la tensione verso la protezione del nascituro inibisce qualsivoglia trattamento specialistico che possa anche lontanamente comportare rischi per la gravidanza.

Economia: l’inevitabile aumento delle spese sanitarie ginecologiche può incidere nel posticipare altri interventi terapeutici non ritenuti necessari.