Sapete che tramite l’ipnosi è possibile vincere la paura del parto e persino ottenere l’analgesia utile per aumentare la soglia del dolore? A volte l’ipnosi viene paragonata al sonno, la differenza con quest’ultimo sta nella concentrazione: durante il sonno la concentrazione è diminuita, in uno stato ipnotico invece è caratterizzata da un aumento.

Riti voodoo, magia e… Si sente spesso parlare dell’ipnosi come un artifizio misterioso o una specie di magia volta a manipolare la volontà altrui… Sembra un fenomeno a metà tra magia e scienza, ma non è affatto è così! Perché è un’alterazione della coscienza con cui ci confrontiamo tutti i giorni. Ti è mai capitato guardando un film o ascoltando la musica di rimanere rapita, incantata a tal punto da ignorare tutto ciò che accade intorno a te, perdendo persino la concezione del tempo? Di fatto sei stata “ipnotizzata”. In altre parole sei stata immersa in uno stato di alterazione delle percezioni e della coscienza.

Oggi si parla dell’ipnosi terapeutica. La cosiddetta “nuova ipnosi” è stata introdotta nel secolo scorso dallo psichiatra statunitense Milton Erickson, che ha dato origine ai più accreditati orientamenti di psicoterapia oggi esistenti. Da allora diversi studi sono stati realizzati utilizzando la risonanza magnetica per analizzare l’attività cerebrale di soggetti sottoposti a ipnosi, e ora l’ipnosi si è affermata progressivamente come disciplina medica.

L’IPNOSI: COME FUNZIONA?
L’ipnosi non è un’operazione difficile, se la persona è collaborativa. Per prima cosa occorre favorire un distacco dalla realtà. L’ipnotista, con voce monotona, ripetendo più volte parole e frasi, invita la persona a rilassarsi e a concentrare l’attenzione su un oggetto (un tempo era il pendolino), ora potrebbe essere anche una parte del corpo: “la tua testa diventa sempre più pesante…”. Questa sorta di litania aiuta la persona a isolarsi dalla realtà esterna e a rivolgere l’attenzione verso l’interno. Si comincia a percepire la sensazione di galleggiare nel vuoto, il concetto di tempo svanisce e lo stesso ipnotizzatore diventa solo voce. L’ipnosi conduce in uno stato di “trance”, una particolare condizione tra il sonno e la veglia. Una volta indotta la trance, l’ipnotista ora a che fare con una persona libera dai rigidi schemi della realtà e disposta a collaborare. In questa fase l’ipnotista offre al paziente suggestioni e trasmette i messaggi positivi: come “durante il parto non sentirai il dolore”.

AUTOIPNOSI
Per entrare autonomamente nello stato ipnotico ci vuole l’aiuto dell’ipnotista che insegnerà la tecnica durante il corso. All’inizio dell’apprendimento, possono essere utili delle registrazioni con la voce del terapeuta. L’obiettivo dei corsi è quello di insegnare alle future mamme ad autoipnotizzarsi, in modo da visualizzare immagini positive al momento del travaglio e del parto, mettendo a riposo la zona del cervello che invia i segnali della percezione dolorosa.

ISTRUZIONI PER IL GIORNO X
Riguardo alla domanda se l’ipnosi è capace di eliminare il dolore del parto, gli esperti indicano che è sconcertante come un processo naturale come il parto possa essere un’esperienza tanto dolorosa, dunque sarebbe opportuno chiedersi se le ragioni non siano solo psicologiche. La civilizzazione ha portato con sé la paura del parto; il timore produce tensione e la tensione conduce al dolore. Se potessimo vincere questo timore, scomparirebbero la tensione e il dolore, e il parto sarebbe un’esperienza gradevole.

COME FUNZIONA PER IL PARTO?
Oltre alla preparazione al parto che ogni donna dovrebbe avere, si comincia con una seduta informativa sull’ipnosi. In una seduta successiva la futura mamma sperimenta lo stato di trance. Poi si induce l’analgesia ipnotica perché la futura mamma possa verificare come il suo cervello sia capace di rendere insensibile il corpo dalla vita in giù (cosa che può comprova re pizzicandosi il ventre con un ago ipodermico) e si ripete questo allenamento una volta alla settimana fino al momento del parto. L’ipnosi in sala parto è una tecnica che consente di ridurre la percezione del dolore, però è poco usata nelle sale parto italiane, mentre si sta diffondendo sempre più negli Stati Uniti. Si tratta infatti di una tecnica che non viene insegnata di solito ai corsi pre-parto tradizionali, poiché richiede una preparazione specifica da parte di operatori specializzati e il suo apprendimento è lungo.