Gravidanza: rimedi naturali per vaginiti e cistiti

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Gravidanza: rimedi naturali per vaginiti e cistiti

A cura di Stefania La Badessa – Farmacista e scrittrice – www.fitogirl.it

A livello della vagina e della vulva, nella donna in gravidanza, è presente una congestione di fondo, che associata alle frequenti alterazioni dell’equilibrio della flora vaginale può portare a infiammazioni e infezioni come la candida. Bruciore, prurito e perdite bianco-giallastre sono i sintomi predominanti, talvolta difficilmente sopportabili per la loro entità.

Tra i microrganismi che più frequentemente sono responsabili delle vaginiti c’è la Candida, fungo estremamente diffuso, alquanto difficile da eliminare definitivamente, ma non sono rare le infezioni provocate da batteri (Gardnerella vaginalis), da virus (Herpes) e da protozoi (Trichomonas vaginalis). Per identificare il vero responsabile è quindi necessario effettuare le analisi specifiche, rivolgendosi tempestivamente al proprio ginecologo, così da attuare il trattamento più indicato secondo i casi specifici.

RIMEDI NATURALI VAGINITI

Uno dei rimedi naturali più indicati nel trattamento delle vaginiti è rappresentato dagli estratti di semi di pompelmo (Citrus paradisi), albero originario della Cina, ai quali vengono attribuite proprietà antibiotiche e battericide tali da contrastare le infezioni causate da germi, lieviti e muffe, virus influenzali ed erpetici.

L’assunzione in caso di candida verrebbe giustificata dalla capacità dei semi di pompelmo di intervenire contemporaneamente su due aspetti del problema: oltre a stimolare l’efficienza del sistema immunitario, gli estratti sarebbero in grado di riequilibrare anche la flora batterica intestinale. L’estratto di semi di pompelmo, oltre agli estratti da assumere per via orale, si reperisce facilmente anche in forma di detergente intimo, indicato per la prevenzione e il trattamento locale dell’infezione da candida.

Oltre a ripristinare il corretto equilibrio della flora microbica intestinale, ricorrendo a probiotici e prebiotici, in caso di vaginite per dare pronto sollievo ai sintomi, è possibile intervenire localmente con una crema a base di aloe (Aloe barbadensis Miller o Aloe vera) o di calendula (Calendula officinalis): grazie alla loro azione antimicrobica, lenitiva e cicatrizzante, le due piante possono risultare due alleate preziose sia per dare rapido sollievo all’irritazione locale, al bruciore e al prurito sia per limitare l’infezione, che – va ricordato – potrebbe trasmettersi con facilità al partner.

IN CASO DI CISTITI

Per quanto riguarda gli episodi di cistite ricorrenti, anche in questo caso i responsabili del problema sono gli ormoni, in quanto l’aumento di progesterone causa il rilassamento della muscolatura liscia della vescica, ma anche dell’uretere e dell’uretra, attraverso le quali l’urina passerà con minore “pressione” e quindi scarsa velocità. Anche l’utero svolge il suo ruolo nel complicare la situazione, esercitando una compressione sull’uretere soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza. Per ridurre gli episodi di cistite è consigliabile bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, utilizzare biancheria intima di fibre naturali e quindi traspirante, evitare di trattenere l’urina, svuotare la vescica dopo ogni rapporto sessuale e curare l’eventuale stitichezza.

Solitamente, in presenza di infezione, accertata con le opportune analisi, il ginecologo suggerisce l’uso dell’antibiotico, ma nei casi in cui all’infiammazione non dovesse corrispondere alcun riscontro di infezione è possibile ricorrere:

A una integrazione con fermenti lattici, per riequilibrare la flora microbica intestinale e vaginale;

Al macerato glicerico di mirtillo rosso (Vaccinium vitis idaea) in gocce, per dare sollievo ai sintomi e limitare sia l’infiammazione che l’infezione, soprattutto in caso di cistiti recidivanti. Se ne consigliano solitamente 50 gocce, diluite in poca acqua, 1-2 volte al dì.

Agli integratori a base di Cranberry (Vaccinium macrocarpon) o mirtillo rosso americano, per evitare le frequenti ricadute: non presenta controindicazioni in gravidanza e i suoi principi attivi sono in grado di esercitare non solo attività antinfiammatoria, utile nella gestione dei sintomi fastidiosi, ma anche di impedire ai battere responsabili dell’infezione (solitamente del tipo Escherichia coli) di aderire alle superficie che riveste l’interno delle vie urinarie, favorendone una più rapida eliminazione.

pubblicato da |2019-01-29T11:43:15+00:0029-Gen-2019|0 Commenti

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