Epidurale: i consigli dell’Ostetrica

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Epidurale: i consigli dell’Ostetrica

A cura di Francesca Balestrieri, Ostetrica – www.facebook.com/ostetricabalestrieri

L’epidurale si può fare in qualsiasi momento, è la donna a decidere se ne ha bisogno e quando, perché non tutte hanno un dolore tale da richiedere l’anestesia e non tutte ne hanno bisogno nello stesso momento. Io da ostetrica penso che l’epidurale sia utile quando il parto non è più naturale, cioè indotto, e quando il dolore provoca ansia e paura, altrimenti sono convinta che le donne hanno numerose potenzialità per affrontare senza l’ausilio di farmaci il dolore di un travaglio che insorge spontaneamente e che sia rispettato nei tempi.
Diverso è fare l’epidurale a tutte indistintamente senza dare opportunità alle donne di cavarsela da sole sfruttando le innumerevoli potenzialità, in realtà abbiamo tutte gli strumenti di tipo endogeno per poter far fronte a questo tipo di dolore. In più, quando una donna ha partorito con le sue forze si sente molto forte e questa sensazione si riverbera nella relazione con il bambino, nel fatto di sentirsi più fiduciosa di poterlo allattare e accudire perché può dire senza ombri di dubbio di avercela fatta da sola.

Chi sceglie di fare l’epidurale deve sapere che il travaglio è più sorvegliato e che il parto diventa medicalizzato.
È una tecnica medica in genere sicura, tuttavia, come la maggior parte delle procedure mediche, può avere effetti collaterali e complicanze. Viene eseguita da un medico anestesista e consiste in una puntura nella parte bassa della schiena (regione lombare), con cui viene inserito un sottilissimo catetere attraverso il quale viene somministrato l’anestetico. Il catetere viene lasciato per tutta la durata del travaglio e tolto solo dopo il parto: in questo modo potranno essere somministrate le dosi successive di anestetico senza altre punture. Subito dopo averla eseguita la partoriente dovrà sottoporsi al monitoraggio continuo del battito cardiaco del feto, per almeno mezz’ora dopo ogni somministrazione di anestetico: questo serve a tenere sotto controllo ogni possibile variazione del battito dovuta al fatto che l’anestetico utilizzato potrebbe attraversare la placenta e arrivare al bambino. La variazione può durare 20 minuti e la gran parte di questi cambiamenti del BCF (Battito Cardiaco Fetale) si risolvono spontaneamente.

Quali possono essere gli effetti collaterali sulla partoriente e sul feto?
1. Bassa pressione arteriosa
L’abbassamento della pressione arteriosa (ipotensione) è l’effetto collaterale più frequente dell’epidurale. Ciò avviene perché l’anestetico locale usato ha effetti sui nervi dei vasi sanguigni, determinando una caduta della pressione arteriosa. Ciò può provocare uno stato di confusione o nausea. Durante l’epidurale, la pressione arteriosa viene strettamente monitorata. Se necessario, possono essere somministrati farmaci per trattare l’ipotensione e si consiglia il cambio di posizione (preferibilmente il fianco sinistro) per evitare la compressione della vena. Questo abbassamento della pressione potrebbe provocare un ridotto apporto di ossigeno attraverso la placenta al feto.

2. Perdita del controllo vescicale
Dopo l’anestesia, non si avverte il segnale di vescica piena perché l’epidurale blocca i nervi circostanti. L’urina verrà drenata tramite un catetere inserito nella vescica. Il controllo della vescica si ripristina non appena l’anestesia scompare.

3. Prurito cutaneo
Talvolta, la combinazione degli analgesici con gli anestetici adottata per l’epidurale può causare prurito. In
genere, questo è facilmente trattabile.

4. Malessere
Dopo l’epidurale, ci potrà essere una sensazione di nausea (o vomito). Se la pressione arteriosa è normale, potranno essere di aiuto farmaci anti-nausea.

5. Mal di schiena
Uno studio condotto nel 2010 non ha riscontrato rischi specifici di mal di schiena a lungo termine legati all’uso dell’epidurale. Il personale sanitario farà di tutto per permettere una posizione comoda durante e dopo la procedura, ma il fatto di rimanere ferme a lungo può peggiorare un mal di schiena preesistente. Un eventuale forte mal di schiena dopo epidurale dovrà essere riferito al medico quanto prima, in modo da individuarne la causa.

6. Cefalee intense
Occasionalmente, un forte mal di testa può seguire un’epidurale; è la cosiddetta cefalea post-puntura durale. Succede quando il rivestimento del midollo spinale (dura) viene accidentalmente punto. Questa cefalea in genere passa con il tempo e con la somministrazioni di farmaci.

7. Infezione
Nelle settimane dopo un’epidurale nel sito dell’iniezione si potrebbe sviluppare un’infezione. L’infezione può portare allo sviluppo di un ascesso. Molto raramente, l’ascesso si può formare nello spazio epidurale. Ciò può danneggiare i nervi, portando anche a perdita completa dei movimenti della metà inferiore del corpo (paraplegia).

8. Ematoma epidurale
L’ematoma è una rarissima complicanza dell’epidurale. Consiste in una raccolta di sangue che si sviluppa dopo la rottura della parete di un vaso sanguigno. Se vengono punte le vene all’interno dello spazio epidurale, ci possono essere una raccolta di sangue e lo sviluppo di un ematoma, che può comprimere il midollo spinale. Del tutto occasionalmente, ciò può indurre danni neurologici, come la paraplegia.

L’epidurale potrebbe essere raccomandata nei casi di:

  • travaglio particolarmente doloroso, complicato o protratto,
  • parto gemellare o trigemino,
  • parto cesareo, se l’epidurale era stata somministrata durante il travaglio,
  • parto assistito, quando un forcipe o una ventosa vengono usati per facilitare la fuoriuscita della testa fetale.

L’anestesia può non fare effetto.
Ciò può avvenire se:

  • è difficoltoso trovare lo spazio epidurale,
  • l’anestetico locale non si distribuisce uniformemente nello spazio epidurale,
  • il catetere fuoriesce.

Gli obiettivi che dovrebbe prefissarsi la partoanalgesia è di non interferire con l’evoluzione del travaglio, di limitarsi al controllo del dolore senza interferire sulla sensibilità profonda ovvero sulla libertà di movimento della donna per facilitare la progressione del bambino, di alleviare il dolore se il parto è prolungato, aiutandola a ricordarlo come un’esperienza più positiva, di partecipare attivamente al momento del parto senza interferire sulla percezione delle spinte.
Un’epidurale può essere ciò di cui si ha bisogno contro stanchezza e irritabilità. Inoltre può aiutare a rilassarvi e a darvi la forza di sostenere il parto e di esserne un partecipante attivo.

L’ostetrica, l’anestesista e il ginecologo possono dare consigli sull’epidurale durante il travaglio e il parto, nonché un parere sull’effettiva necessità nel caso specifico, ma la decisione finale è sempre della DONNA.

pubblicato da |2019-04-29T13:05:30+00:0022-Apr-2019|0 Commenti

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