A cura di Istituto di Sessuologia Clinica – www.sessuologiaclinicaroma.it

Aspetti fisici, psicologici e ormonali possono rendere difficoltoso l’approccio ai rapporti amorosi dopo la nascita di un figlio. Da una ricerca su oltre 1507 donne primipare, pubblicata sull’International Journal of Obstetrics and Gynaecology, si evince che il 16% ha palesato un’astinenza di ben sei mesi e che il 6% non ha ripreso i rapporti nemmeno dopo sei mesi (McDonal, Brown, 2013).

A volte, infatti, nonostante siano trascorsi i 40 giorni di tempo consigliati dagli esperti, tempo “tecnico” dopo il quale è possibile riprendere l’attività sessuale, può accadere che alcune coppie facciano fatica a riaccendere il desiderio.

IL CALO DELL’INTERESSE: ORMONI, TABÙ E NUOVI LEGAMI

Nella donna, ad esempio, è fisiologico un calo legato agli ormoni; entra in gioco infatti la prolattina, prodotta dall’organismo in quantità maggiore subito dopo il parto per stimolare la ghiandola mammaria a produrre il latte necessario per nutrire il bambino, ma che, allo stesso tempo, interferisce con la libido ed è responsabile della caduta del desiderio sessuale. Inoltre, gli aspetti fisici legati ai cambiamenti del corpo femminile, durante e in seguito alla gestazione, possono diventare fonte di insicurezze davanti al partner, creando uno stato di “tabù” e il rifiuto a mostrarsi.

Un altro fattore di responsabilità nel calo dell’interesse sessuale è la simbiosi che spesso si crea fra mamma e bambino. La donna, pienamente investita dal suo nuovo ruolo, fatica a vedersi di nuovo come partner e come amante, portando a trascurare il compagno e ogni contatto fisico con lui.

Ma a volte accade che siano gli uomini ad avere difficoltà nei confronti di una disponibilità erotica, soprattutto nei primi mesi successivi alla nascita del bambino, sentendosi frenati dall’idea di un possibile rifiuto da parte della compagna o temendo di poterle procurare dolenza durante il rapporto.

Nel post-parto, quindi, avvengono cambiamenti importanti nella vita della coppia tali da rendere comprensibile la difficoltà nel ripristinare una normale e appagante attività sessuale, ma quando iniziare a preoccuparsi?

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