Chi ha detto che la cura della bellezza debba passare in secondo piano durante la gravidanza? Esistono nuovi trattamenti per combattere la pelle a buccia d’arancia e altri inestetismi!

Secondo i dati Istat, sono 14 milioni le donne a dover fare i conti con la cellulite, circa l’80% della fascia di popolazione tra i 16 e i 60 anni. La cellulite è un inestetismo legato a diversi fattori, primo fra tutti quello ormonale. Durante la gravidanza, come in altri periodi di forti tempeste ormonali (pubertà e menopausa), l’aumento degli estrogeni favorisce la ritenzione idrica, il deposito delle cellule adipose nella parte bassa del corpo, l’accumulo di liquidi e scorie che provocano gonfiore e sensazione di pesantezza alle gambe.

Alcuni accorgimenti aiutano a prevenire e alleviare la cellulite in gravidanza: tenere le gambe sollevate per favorire la circolazione sanguigna; fare quotidianamente attività fisica controllata; bere molta acqua; diminuire l’uso di sale durante i pasti; seguire una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura…

Oltre a questi piccoli accorgimenti esistono anche trattamenti estetici mirati che permettono di contrastare la cellulite e non solo! L’importante è sapere come orientarsi in quello che è uno dei momenti più delicati – e belli – per una donna.

“Le terapie per combattere la cellulite e mantenere una pelle giovane tendenzialmente non hanno delle importanti controindicazioni in gravidanza. Il suggerimento è di muoversi sempre verso i trattamenti meno invasivi e possibilmente più naturali”, dice Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano. La gravidanza “è un periodo di particolare grazia per una donna”, premette Gilardino. “La pelle in gran parte delle donne risulta molto luminosa e levigata, merito dei cambiamenti ormonali e della maggior irrorazione dei vasi sanguigni. Di contro però, è proprio in questi mesi che risulta anche più facilmente esposta alle aggressioni esterne, come lo smog, che possono acuire il processo di invecchiamento”.

Sottoporsi a dei trattamenti estetici è possibile con una ferrea raccomandazione: “Evitare qualsiasi tipo di trattamento che sia minimamente invasivo ed evitare i trattamenti che comportano l’utilizzo di onde elettromagnetiche ed elettriche come laser, ultrasuoni e radiofrequenze: non sono sperimentati sulle donne in gravidanza quindi non è possibile dire che non abbiano effetti sul nascituro”, aggiunge la dottoressa.

“Meglio rivolgersi a trattamenti che agiscono sul principio del massaggio come sono per esempio l’Icoon o il Lipomassage. Questi trattamenti oltre ad avere effetti sulla cute, permettono inoltre di ridurre la ritenzione idrica e contrastare l’insufficienza venolinfatica, alcuni tra i principali problemi che possono manifestarsi in gravidanza.

Sono trattamenti che agiscono stimolando la cute attraverso un’azione meccanica: i rulli utilizzati con Icoon permettono oltre mille micro stimolazioni per decimetro quadrato per rendere la pelle più compatta e migliorare la circolazione. Lo stesso principio vale anche per il Lipomassage: i manipoli utilizzati riattivano la produzione naturale di fibre di collagene e di elastina.

Nell’ottica di ridurre la ritenzione idrica anche la mesoterapia omeopatica può essere un trattamento indicato: la tecnica è quella tradizionale della mesoterapia, solo che non vengono veicolati farmaci ma sostanze omeopatiche – adatte quindi al periodo della gestazione – che agiscono drenando i tessuti dalle scorie e migliorando la circolazione”. E le cosiddette punturine? “Per le pazienti che hanno già provato a farle, non sconsiglierei del tutto le iniezioni di acido ialuronico in quanto è una sostanza che non ha praticamente controindicazioni. Ma eviterei la tossina botulinica che invece è un farmaco a tutti gli effetti”, conclude Gilardino.