Come comportarsi se ci si trova a dover allattare durante la gravidanza? E quando il secondo bebè nasce, è possibile allattare contemporaneamente due bambini di età diversa?

Probabilmente non ti sarà mai capitato di vedere una donna in gravidanza allattare il figlio maggiore, ne tantomeno vederne una allattare due bambini di età diversa… eppure a diverse donne capita di rimanere incinte durante l’allattamento del primogenito e sentirsi combattute sul da farsi: continuo ad allattare o smetto? E quando nascerà il secondo figlio come dovrò comportarmi? Abbiamo chiesto all’ostetrica Giulia Papa di chiarire meglio l’argomento definendo l’allattamento come metodo di controllo delle nascite; scoprendo le controindicazioni dell’allattamento in gravidanza e tutte le sfumature dell’allattamento in tandem.

Allattamento, è un contraccettivo?
Sebbene l’allattamento al seno prolunghi l’amenorrea post-partum (mancanza di mestruazioni) e inibisca l’attività ovarica riducendo la fertilità della donna grazie all’azione della prolattina, per il ministero della salute allattare non rappresenta un metodo contraccettivo sempre affidabile. Affinché l’allattamento funzioni come metodo di controllo delle nascite vi è la necessità che il bambino abbia meno di sei mesi, si alimenti esclusivamente al seno attaccandosi almeno sei volte di giorno con un intervallo inferiore alle 4 ore tra una poppata e l’altra e che di notte riesca ad attaccarsi almeno una volta rispettando un intervallo mai superiore alle sei ore, infine è necessario che non siano ricomparse le mestruazioni dalla fine delle otto settimane dopo il parto. Se uno di questi presupposti viene meno allattare non garantisce protezione da future gravidanze indesiderate!

Allattare in gravidanza
La distanza ideale fra un figlio e l’altro è quella che permette il massimo recupero delle forze e della salute materna e si calcola, ci dicono gli esperti di medicina delle riproduzione, sommando 24 mesi di allattamento più sei mesi di pausa, più nove mesi della nuova gravidanza per un totale di 36 mesi. Si tratta appunto di distanza “ideale” ma tra l’ideale e il reale c’è un’intera gamma di possibilità! Lo sanno bene infatti le donne che allattando hanno scoperto di aspettare già un altro bambino. In questa circostanza cosa deve fare la donna? La risposta è semplice: non smettere di allattare. L’allattamento al seno non aumenta il rischio di aborto e neppure priva il feto del giusto nutrimento! Si ritiene necessario interromperlo solo nel caso in cui si tratti di una gravidanza non fisiologica o se la donna precedentemente ha avuto aborti spontanei, parti prematuri o altri fattori di rischio: in questi casi si tratta di un atteggiamento giustamente prudente considerando che la suzione al seno provoca, seppure in modo lieve, attività contrattile uterina.Molte volte invece seppure non esistono motivazioni per smettere, intorno al quinto mese la quantità del latte che diminuisce o il cambio di sapore dello stesso in prossimità del parto (da latte si passa al colostro), scoraggiano il bambino ad attaccarsi al seno! Per i lattanti più tenaci però né il cambio di sapore e né la quantità bastano per staccarsi da un’abitudine che più che alimentare è affettiva.

Soddisfare entrambi
È scontato che il contatto con il seno materno costituisce per il bambino una fonte inesauribile di coccole, irrinunciabile anche dopo la nascita del fratellino… Così in pochi mesi la mamma messa già a dura prova durante la gravidanza deve affrontare la sfida di allattare due bambini contemporaneamente: si tratta di allattamento in tandem o co-allattamento, circostanza poco nota che però possiamo provare a conoscere grazie ai racconti delle donne che l’hanno vissuta.
Qualcuna preferisce parlare dei numerosi vantaggi scoperti raccontando di come avendo avuto per tutta la gravidanza una buona produzione lattea, grazie alla suzione continua del bambino più grande, abbia potuto allattare con facilità anche il nuovo arrivato senza aspettare la famosa montata lattea, risparmiando così al neonato aggiunte di latte artificiale. Molto interessante è la testimonianza di donne che raccontano di come hanno risolto un ingorgo mammario attaccando al seno il bambino più grande e quindi più “abile” nella suzione! Non di meno permettere al figlio maggiore di essere allattato tiene a bada la gelosia per il nuovo arrivato facendolo sentire ancora parte integrante del complesso rapporto madre-bambino. Mi piace raccontare però anche l’altra faccia della medaglia. Raccontare di quelle donne che non hanno volutamente accettato la sfida dell’allattamento in tandem raccontandoci delle difficoltà che hanno incontrato…

“Io rinuncio!”
Per alcune il dolore ai capezzoli durante la gravidanza e gli stessi cambiamenti del latte che diventa colostro in prossimità del parto e la diminuzione dello steso intorno al quinto mese di gestazione, rappresentano chiari segnali della natura per interrompere l’allattamento; per altre la scelta di allattare solo il nuovo arrivato ha significato garantirgli l’attenzione esclusiva di cui aveva bisogno proprio come è stato per il bambino più grande quando è nato. Infine la stanchezza e l’labilità emotiva a cui vanno incontro molte donne dopo il parto, sono tra le motivazioni che portano a rinunciare ad allattare entrambi i bimbi.
Le donne però che affrontano questa sfida di solito non incontrano grandi problemi in termini di organizzazione: il neonato avrà ritmi di suzione regolare (più o meno ogni tre ore) lasciando negli intervalli spazio al bambino più grande. Questo è auspicabile ma possono esserci delle eccezioni: l’ordine di chi avrà la precedenza potrebbe essere cambiato prediligendo al momento semplicemente chi ha più bisogno. Non è difficile capire che la donna istintivamente è portata ad occuparsi del bambino appena nato più indifeso e bisognoso di cure. In ogni caso niente panico, in poco tempo si riesce a trovare un buon metodo per far fronte alle esigenze di mamma e bambini!

Complesso ma possibile
Cara mamma, allattare in gravidanza o in tandem, è un’esperienza complessa, intensa e soddisfacente. Sappi che l’ostetrica ed il ginecologo possono guidarti in questo percorso consigliandoti solo il meglio. Una volta una mia amica mi disse che quando nasce il secondo figlio l’amore si moltiplica e non si divide… Funzionasse così anche per l’allattamento?